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sabato 28 maggio 2011

Pagine sfiorate, il balcone che si chiude su un pomeriggio di novembre, uguali gli alberi che muoiono, uguale la luce che si affievolisce fino a perdersi dietro i fari della tangenziale, nell'oscurità dei campi. Qui tutto sembra uguale, il passato anima il presente e incalza il futuro, mummificando le voglie, incollando i desideri su pezzi di carta che il vento trascina altrove, dove forse tutto è diverso.
Non lascio che il grigio si insinui nei miei pensieri, non lascio che la mia mente affoghi nell'inebriante malinconia, non permetto di svuotarmi della mia follia per riempirmi ingordo di una normalità delirante.
Le foto si accumulano segnando le stagioni, gli anni diversi, i periodi dell'essere e quelli del divenire, città e volti, storie che la pellicola tace ma che il cuore ricorda, pochi rimpianti e voglia di andare oltre i souvenir, di prendere rotte meno battute, su autobus improvvisati, senza sapere se ci metterò un'ora, un giorno o qualche anno.
Una nota di jazz per sopportare la natura che muore, sapendo che presto il sole tornerà a salire e sarà di nuovo primavera.

giovedì 24 febbraio 2011

Kind of Blue

Il piano, le spazzole che accarezzano la batteria, viene in mente la sera, d'estate, il caldo che sembra quasi darci fastidio, ma che in verità è buona scusa per essere indolenti, per lasciarsi andare sulla sedia, un po' sbuffando, un po' lamentandosi, in fondo godendosi attimi che complici la musica ci trascinano via, fuori di qua, dalle gabbie che tutte attorno ci avvolgono. Alzerei il bicchiere verso i musicisti, solleverei il cappello, me ne andrei verso la porta cercando un po' di fresco, inutilmente. Appoggiato allo stipite muoverei il piede seguendo il tempo, osservando le donne sedute ai tavoli, i ragazzi mezzi ubriachi che entrano instabili.
Sogno seguendo la musica che esce da un computer, mi concedo un po' di buon jazz, che scacci via tutto, via, via....

martedì 11 agosto 2009

Prima di andare a letto


Capita che ogni tanto i discorsi della sera, di fronte ad un buon bianco senza troppe pretese ma genuino, fatto con uve sane e senza additivi, non finiscano sempre nella zuppa andate a male delle lamentele. Parliamo e parliamo, ma ci dimentichiamo troppo spesso delle più elementari norme di comportamento. Il vero problema di questo paese non è il nano e le mafie imprenditoriali o cattoliche che lo tengono in piedi, ma le persone che si sono dimenticate i propri diritti. Per pochi spiccioli lavoriamo a ferragosto o di notte e ci accontentiamo. Chi si accontenta gode, ma se ti pigliano a calci nel sedere è masochismo. Contenti di avere un posto di lavoro o quelle poche cose che ancora ci permettono di fare dopo le ore di travaglio incliniamo la testa, senza più il ricordo di chi prima di noi si è fatto il culo perchè ci fosse un minimo di rispetto.
Alzare la testa è un buon esercizio per non far addormentare i muscoli della ragione e per riassaporare con gioia i gusti di una volta, la tradizione della dignità.

sabato 30 maggio 2009

Fela Kuti




Spicchio di luna tra cavi elettrici, la via è stretta, molta gente che cammina, pochi carabinieri controllano documenti. Una serata d'inizio estate.
La lingua è veneto oppure portoghese brasiliano, la birra che si fà più calda. Dal locale arriva una musica elettronica, un apple nero e dei piatti. Minimale o thek house. Come se le ultime parole volessero dire qualcosa. Gente ubriaca, capelli lunghi o sotto un cappello, sorrisi ed ebrezze che si accendono come sigarette. Bologna di notte, quando nella mia testa risuona una canzone di Fela Kuti, il sorriso si allarga, canticchio, lascio che le parole siano le mie...Sonno, forse, stanchezza, forse, eppure voglia di assaporare il profumo di maggio. Dall'alto, come dal basso, imperturbabile, odore dei tigli in fiore. E' giunto il tempo. C'era un tempo la primavera dei popoli, c'è un tempo per la primavera delle donne, e degli uomini.

lunedì 13 aprile 2009

Odio mosso d'amore





A certe ore la gente per bene dovrebbe dormire. Dopo una decina d'anni ho capito che non faccio parte integrante della cosiddetta gente per bene. Questo è già un buon inizio. Se sono ancora sveglio e se le 3:11 stanno nel lato più basso del mio desk poco mi importa, dopo anni di avventure mi va bene anche poter portare avanti le mie idee, se no che blog è?
Odio, molte cose del mio e del nostro sistema di vita: bassi salari, basse aspettative di migliorare questo salario, nessuna voglia di cambiare quello che ci troviamo di fronte, la squallida aspettativa quotidiana che ci fa credere che non potremmo mai cambiare né il nostro salario né la nostra aspettativa. Pare che tutti i nostri sogni siano bloccati in una boccia di alcol andato a male, che non potremmo fare niente di meglio che riempire le orecchie dei nostri simili di sterili dimostranze. Questo è ciò che odio veramente.
Ma c'è sempre un amore, una sana idea che mi tiene sveglio - anche quando sarebbe meglio dormire -, la sensazione di qualcosa di giusto che portiamo avanti, l'idea che non ha nessun riscontro lavorativo immediato, che i soldi, forse, li vedi tra 3 anni. Io, come e voi condividiamo una cosa: vogliamo essere felici. Potrei martoriare le mie dite ancora a lungo, ma non servirebbe a niente, questo è l'importante. Che sia un delirio notturno o diurno poco importa, ogiuno ha già la risposta: continuate, continuiamo.