Il piano, le spazzole che accarezzano la batteria, viene in mente la sera, d'estate, il caldo che sembra quasi darci fastidio, ma che in verità è buona scusa per essere indolenti, per lasciarsi andare sulla sedia, un po' sbuffando, un po' lamentandosi, in fondo godendosi attimi che complici la musica ci trascinano via, fuori di qua, dalle gabbie che tutte attorno ci avvolgono. Alzerei il bicchiere verso i musicisti, solleverei il cappello, me ne andrei verso la porta cercando un po' di fresco, inutilmente. Appoggiato allo stipite muoverei il piede seguendo il tempo, osservando le donne sedute ai tavoli, i ragazzi mezzi ubriachi che entrano instabili.
Sogno seguendo la musica che esce da un computer, mi concedo un po' di buon jazz, che scacci via tutto, via, via....
Nessun commento:
Posta un commento