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sabato 21 marzo 2009

Lotta per mille!




Non ci si può sempre lamentare. O si agisce o si subisce. E mi pare proprio il caso di agire, perchè stiamo subendo cose a cui non basta rispondere con un semplice "non sono fatti che mi riguardano".
Qualcosa di semplice la possono fare tutti quelli che devono presentare la dichiarazione dei redditi. Tra le tante caselle da riempire, ce n'è una piccola che spesso trascuriamo, che molti, troppi italiani trascurano, quella dell'8 per mille. Solo un italiano su tre effettua la scelta di destinare l'8 per mille allo Stato o alle 6 confessioni confessioni religiose ammesse. Eppure, senza chiederlo a nessuno, i due terzi rimanenti vengono ripartiti in base alle scelte effettuate. Con il 35% delle firme effettive, l'87% dei fondi finisce alla Chiesa cattolica, che tradotto in soldi significa oltre un miliardo di euro!
Qualcuno potrebbe obiettare che la Chiesa utilizza molti di questi soldi per finanziare i progetti che pubblicizza così bene (e con spot molto costosi). Eppure, solo 80 milioni finiscono nel Terzo Mondo, mentre 130 servono a costruire nuove chiese in Italia.
Che siate o meno poco favorevoli alla multinazionale chiamata Santa Romana Chiesa, capite facilmente che c'è qualcosa di losco e sicuramente poco democratico in questo sistema di attribuzine dei nostri redditi (ideato tra l'altro da Tremonti ai tempi del Concordato del 1984).
Ora che disponete di una nuova informazione, non sprecatela parlandone al bar, o su facebook con un amico straniero che povero non potrebbe mai capire come possano accadere queste cose (almeno che non viva in un regime teocratico, tipo l'Iran o l'Arabia Saudita). Non rinchiudetevi in un pessimismo e fastidio tutto italiano, agite! Destinate il vostro 8 per mille allo Stato o all'Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, che è sì un insieme di chiese, ma almeno decide di destinare quello che riceve per progetti sociali e di cooperazione, veri, non mediatici.

http://www.chiesavaldese.org/pages/finanze/otto_mille.php
http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/
http://sciamidiscimmie.blogspot.com/2009/01/la-questua.html

sabato 7 marzo 2009

Paese che vai, Chiesa che trovi




Qualcuno pensa che gli ultimi cinque secoli non siano mai trascorsi. C'è gente che sotto effetti di sbalorditive sostanze stupefacenti vive in un mondo parallelo dove esiste ancora la scomunica. Purtroppo per noi non sono una minoranza disorganizzata, degli individui isolati e molesti che possiamo trovare il venerdì sera ad un bar. Sono sì una minoranza, ma molto molto influente.
Così può succedere che nel 2009 i medici che hanno fatto abortire una bambina di 9 anni stuprata dal proprio padre e rimasta incinta vengano scomunicati in pompa magna, come accadeva a re, nobili o scienziati che pensavano di fare da sé, senza ossequiare debitamente il vicario di Cristo in terra. Potrei fermarmi qui, forse non dovrei continuare ad aggiungere commenti, tale è l'assurdità della notizia, eppure queste cose continuano a succedere. Oggi è toccato al Brasile, chissà domani? Forse anche in Italia, visto che il più piccolo stato del mondo (il Vaticano) compare in televisione più della coalizione al governo. Anzi, penso proprio che mi fermo qui, anche se mi piacerebbe pensare a un bel movimento globale laico (che non vuol dire ateo) che un giorno si presenta in quel piccolo e nocivo stato con una bel foglio in mano, in cui si scomunica il papa perchè si oppone ai diritti fondamentali dell'uomo, come succede per i capi di stato dei governi canaglia. Sarebbe un giorno bellissimo.

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/scomunica-medici/scomunica-medici/scomunica-medici.html

venerdì 2 gennaio 2009

La Questua

La questua indica propriamente la raccolta dell'elemosina. Da alcuni mesi è anche un libro di Curzio Maltese, giornalista de “la Repubblica”, edito presso Feltrinelli, che con parole semplici e ben documentate spiega l'anomalia della Chiesa Cattolica in Italia.
Otto per mille, patrimonio immobiliare della Chiesa, finanziamenti alla scuola privata sono solo alcune di quelle che Maltese usa per descrivere una realtà nascosta alla maggioranza del popolo italiano, quel popolo sovrano che ogni anno vede i soldi delle proprie tasse finire a pagare la ristrutturazione di bene ecclesiastici, che una volta immessi nel mercato come alberghi garantiscono profitti colossali al Vaticano. Uno degli esempi innumerevoli che attestano la genuflessione del nostro paese agli interessi di uno stato straniero. Esempi chiari e rigorosi, che non lasciano mai spazio alla polemica gratuita. Viene così spiegato il meccanismo dell'otto per mille elaborato da negli anni '80 da Giulio Tremonti, allora consulente del governo Craxi, per cui la Chiesa beneficia anche delle scelte di chi non esprime nulla all'interno della propria dichiarazione dei redditi. Denaro che non sempre serve a finanziare opere di solidarietà e che transita per un banco situato in Vaticano, chiamato Istituto opere religiose, centro di interessi e traffici mai chiariti.
Sono ancora soldi gli aiuti di Stato alle scuole cattoliche, negati per decenni dalla Democrazia Cristiana e sempre concessi da tutti i governi di centrodestra e di centrosinistra.
Regali e favori fiscali che non derivano unicamente dalla rincorsa dei partiti al voto dei cattolici praticanti, né dal lobbismo dei vescovi, ma da un tacito patto, per cui lo Stato smantella pezzo per pezzo il welfare, mentre la Chiesa si incarica di arginare la massa sempre più consistente degli esclusi.
Eppure, l'ingerenza della Chiesa nella vita pubblica italiana è senza paragoni con gli altri stati europei. La voce del Papa o dei vescovi si erge sopra quelli dei leader politici, superando ogni par condicio.
Il libro continua negli esempi di questo strano rapporto tra Repubblica italiana e Vaticano, snodandosi attraverso una serie di meccanismi subdoli, al di fuori di ogni controllo dei cittadini, al di là della doverosa laicità dello Stato. Rapporto spesso invisibile che Curzio Maltese ha saputo far emergere, esemplificare e diffondere, che io riporto per dovere di verità e per astio fortissimo nei confronti di una multinazionale potentissima, che da troppo tempo estende il suo dominio psicologico ed economico su quest'angolo di mondo.