Tramando, fili, inganni che non m'appartengono, nella mia testa creo sogni e profezie, visioni di un mondo che non c'è, sto chiuso in casa, esco all'aria aperta, vagabondo nel cielo blu di aprile, tra alberi in fiore, la realtà per come è infinita, è un inganno, o un inferno, e non ci sono gocce di veleno ad addormentare l'animo, di quelle ce ne sono state fin troppe e non danno più nulla, se non un ricordo che è come acqua di mare durante una tempesta e si vorrebbe dormire o sparire per sempre, lontanti lontani, magari su un nuovo pianeta, una nuova costellazione che tanto non c'è più, perché la luce che ci arriva appartiene ad un tempo passato.
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