Il dolore è come un vento che arriva da lontano, in un giorno che pare di sole senti come un soffio freddo, quasi non ci fai caso, ti dici che presto passerà, cammini e fai finta di nulla, passano le ore, i giorni, i mesi e quel vento si fa sempre più freddo, soffia da ogni lato. Ti vesti più pesantemente, aumenti il riscaldamento in casa, corri o bevi del vino per scaldarti, riempi il tuo letto di amanti, ma il freddo è sempre lì. Prendi un aereo e atterri su un'isola quasi deserta dall'altra parte del mondo, percorri savane, foreste e lagune, per un po' credi che il freddo non possa arrivare lì dove il sole è quasi sempre allo zenit, dove palme verdeggiano ai bordi di spiagge bianche di quarzo. Ti svegli un mattino ed un brivido ti scuote, "sarà un raffreddore o una semplice indigestione, basterà dell'acqua calda con una manciata di foglie e tutto passerà", il brivido si fa sempre più intenso, dalle gambe sale alle mani, alle braccia, s'infila sotto la pelle e dritto fino al cuore.
Allora, troppo tardi, scopri che il vento non era là fuori nel vasto mondo, che non servivano vestiti, bevande, orgasmi e cene deliziose a scaldarti. Il freddo era dentro di te e sarebbe bastato solo un po' di amore per scaldarti l'animo, qualche carezza o una parola di stima.
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