
Cari lettori (se ci siete), con grande rammarico vi annuncio che uno dei tre collaboratori di questo fantastico blog, Monsieur Pomdeter, lascerà l'amato suolo italico e sposterà le sue sfruttate e frustrate membra verso terre lontane, tipo l'Australia. Vi chiederete (almeno che non siano solo le instancabili vocine del mio cervello a farlo) perché proprio lì e non magari in Inghilterra, in Germania o in Olanda. Non lo so vi risponderanno le vocine, forse perché fa caldo, forse perché è così lontana e così caro il biglietto aereo che spero di non trovarci la solita marea di Italiani in fuga dal fascismo soft che si è instaurato in questo paese, oppure perché sono un tantino pazzeriello e aspiro profondamente a terre nuove da colonizzare, ricche di animali bizzarri e frutta esotica (ma l'Amazzonia non ti bastava? Rispondono le vocine). Voglio imparare l'inglese e starmene all'aria aperta in un paese caldo ma non cazzone (non se ne abbiano a male gli amanti del Brasile e i Brasiliani in gamba che ho conosciuto, ma cazzo, già non sopporto i latini italici, figurati i latino americani!), confrontarmi con tutte le possibili vicissitudini che comporta il viaggiare, sudare lavorando la terra (ebbene sì, all'inizio almeno farò il Wwoofer http://www.wwoof.org/ , ovvero il volontario nelle fattorie biologiche) e magari reffarmi un po' come dicono a Venezia. Reffarsi è uno di quei termini di oscura origine, di molteplice significato, che più o meno vuol dire: "ripigliarsi, riprendersi, infilare la retta via e combinare qualcosa di buono". So che il viaggio non è la panacea per ogni male, perché i problemi che uno si porta appresso non spariscono d'incanto solo perché si vola per 15 ore e si arriva in una spiaggia con la sabbia bianca e le palme da cocco (qualcuno saprà cogliere questo fine riferimento). Sicuramente però, il viaggio (e non la vacanza occidentale, che consuma culture e paesaggi solo per raccontarle su facebook) è un percorso in cui si è obbligati a confrontarsi con le mille piccole paure che ci portiamo addosso, quelle che qualcuno (http://it.wikipedia.org/wiki/Zone_Temporaneamente_Autonome ) ha chiamato i nostri poliziotti interiori, i blocchi che ci impediscono di essere veramente liberi. Il viaggio è anche scoperta di altri mondi che presumiamo di sapere, solo perché leggiamo libri o vediamo film, dimenticandoci che la vita puzza di sudore, che è scomoda, che di notte ci sono strani animali che se ne vanno a zonzo sul tetto della capanna dove stiamo dormendo, che non tutti sono bianchi e hanno paura dello straniero, che ci sono milioni di stelle che brillano oltre le nuvole di smog della vecchia Europa!
Ma non temete, Pomdeter, vi terrò informati su quello che vedrà e percepirà nelle terre australi. Non so con quanta frequenza, ma cercherò di soddisfare ogni vostra esigenza culturale, sperando che non arriverete in massa, in fuga dai lavori a progetto, per raccogliere caschi di banane insieme a me.
A presto!
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