
Ritorno sulla delicata questione del lavoro, dopo aver letto un articolo di Repubblica sulla partita iva. La nuova frontiera dello sfruttamento italiano è l'obbligo di aprire una partita iva, così l'azienda risparmia e il capo può sempre andare a cena fuori e spendere 150 euro, senza dover rinunciare al rum invecchiato 12 anni.
Il rum è un diritto di tutti! La dichiarazione d'indipendenza americana e quella dei diritti dell'uomo della Rivoluzione francese, in qualche sotto capitolo, rivendicano con forza il diritto del maschio adulto di concedersi un bicchiere di buon rum invecchiato dopo cena. Che società sarebbe la nostra senza questo diritto? Secoli di filosofia, scoperte geografiche e scientifiche ci hanno permesso di emanciparci dal semplice bisogno di riempirci la pancia, il piacere si è slegato dalla necessità. Purtroppo anche il cervello (e il cuore) si sono scissi dal corpo di molte persone e ora vagano in stato confusionale nelle periferie delle nostre città.
Io non mi preoccuperi troppo di certe tendenze della società italiana, e perché dovre preoccuparmi? In fondo io ho un contratto a progetto, mica devo aprire la partita iva per fare il receptionist in una casa di riposo!
Tutto va bene, tutto va bene, tutto va bene...almeno finché qualche politico da una finestra di qualche ministero di Roma, osservando la folla in tumulto, si stupirà perché al popolo privo di pane non gli si diano i croissant, o perché no, il rum invecchiato 12 anni, così se ubriacano e nun ne parlamo più!
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/lavoro-precario/lavoro-precario/lavoro-precario.html
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