lunedì 23 novembre 2009


"Senza che la vita degli animali di pezza terminasse, pensò, la Chisa non avrebbe potuto esistere...Tutti i rituali e le Sacre Scritture, le cerimonie e i comandamenti che costituivano il mondo della Chiesa e l'ordine del mondo traevano la propria forza da quel semplice fatto: la vita, così come la si conosceva, terminava...Tanto, tanto tempo prima, pensò Eric Orso, prima che la Chiesa - la Chiesa come la conoscevano lui e i suoi contemporanei - prendesse piede a Mollisan Town, gli animali venivano eliminati o sostituiti? Esisteva già allora una fabbrica di animali di pezza che teneva in funzione il sistema, o persino questo era frutto del volere della Chiesa? Era un pensiero da vertigine. Eric si fermò, rimuginandoci sopra per qualche secondo. Poi vide il nesso successivo, come se fosse stato inciso con il fuoco sul marciapiede. Perché, se l'intera esistenza della Chiesa si basava sull'idea della caducità delle cose, lo stesso concetto di adattava perfettamente anche al potere dello Stato. Come avrebbe fatto, altrimenti, a tenere in scacco tutti quei milioni di animali di peluche assetati di sviluppo e al contempo alla ricerca del piacere?... Per creare leggi e regole e far sì hce venissero rispettate, era di grande aiuto il fatto che la vita avesse un chiaro inizio e una chiara fine. Si trattava di comprendere le pulsioni interiori degli animali di pezza; e, con un arco di tempo limitato a loro disposizione, gli animali avevano fretta di raggiungere le proprie mete. Chi avrebbe desiderato avere dei piccoli all'età di trent'anni, se la vita fosse proseguita oltre i duecento? Chi si sarebbe creato un'istruzione prima dei venticinque, chi avrebbe lottato per prendere il posto della generazione più vecchia nel mondo del lavoro prima dei quaranta?"

Tim Davys, Amberville, Bompiani, Milano, 2009, pagg. 247-248.

Animali di pezza?! Si, non avete capito male, ho appena finito di leggere un bel romanzo i cui protagonisti sono degli animali di pezza, viziosi, viziati come noi umani!

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