domenica 5 luglio 2009

Pianta di oggi: equiseto

Mi rendo conto che il proposito di tenere un blog sensato, con una parvenza di utilità, si è troppo spesso infranto con il biografismo, il parlare di sè, anche se magari mascherato di politica e società. Si può parlare di sè anche quando si parla dei malgovernanti nostri o altrui, perchè spesso si mette in primo il nostro rancore, che seppur giustificato è cosa risaputa, che chiunque, in qualsiasi bar del pianeta potrà trovare nelle lingue che preferisce. Altra cosa è invece dire qualcosa di nuovo, di investigato, di sperimentato che permetta di chiarirsi le idee, di indignarsi sul serio o di fabbricarsi una pomata che rechi sollievo agli ematomi.

Quindi oggi, dopo una settimana in cui il sonno è stato un piacere assaporato a tratti, vi parlerò di una pianta diffusa in lungo e in largo in Italia, ricchissima di sali minerali, per cui adatta a questi periodi di afa che ci prosciugano di acqua e componenti essenziali per andare avanti. Se preferite i pastigliozzi multivitaminici potete anche fermarvi qua, la lettura vi risulterà noiosa.
Equisetum arvense L. o comunemente chiamata "coda cavallina" è un vero concentrato di minerali (il 18-20% del suo contenuto), tra cui soprattutto il silicio, l'elemento più abbondante nella crosta terrestre dopo l'ossigeno. Nel corpo umano è importante per lo sviluppo dello scheletro, nella guarigione delle fratture, nel prevenire l'invecchiamento della pelle e nel mantenere elastiche le arterie. Per meglio assorbire il silicio dell'equiseto (presente sotto forma di acido silicico) è megio fare un decotto della pianta o fresca o secca: gettare 1-2 cucchiai in un volume d'acqua corrispondente ad una tazza, portare ad ebollizione per circa 30 minuti e lasciare raffreddare per 10 minuti, infine colare. Nell'equiseto non mancano poi minerali come il potassio o il calcio altrettanto fondamentali per l'organismo.
I benefici di questa pianta che veramente si trova ovunque, io la trovavo nel parco dietro casa, quando non tagliavano l'erba, non terminano qui. Fin dall'antichità era apprezzata per gli effetti diuretici e contro le infezioni alle vie urinarie (gonorrea, cistite e altre amenità). Gli viene anche attribuita un'azione di stimolo sull'organismo che posso testimoniare, probabilmente dovuto alla forte presenza di minerali che le nostre grasse ma povere diete e il logorio della vita post-moderna ci negano. E' particolarmente indicato infatti, in casi fratture e osteoporosi, essendo ricco di calcio.
Se non vi va di raccoglierlo, farlo controllare se non siete sicuri del luogo di raccolta e farlo seccare, potete andare in qualsiasi erboristeria. Come al solito, occhio alle truffe, con l'ecobusisness anche la gramigna è cara. Non dovreste pagarlo più di 4 euro all'etto.
Buona afa e a presto.

Francesco Perugini Billi, Le nostre piante medicinali, Editori junior, azzano S. Paolo (Bg), 2006.

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