venerdì 12 giugno 2009

Vorticare di rondini

Vorticare di rondini, movimenti all'apparenza scordinati, traiettorie che si accavallano, scontrano, per poi tracciare strane linee nere nel cielo. L'azzurro dell'estate, la luce che brilla negli angoli che l'inverno nemmeno sfiorava.
Il mio animo cupo che invece odora di foglie morte e terra bagnata. Barlumi di un ego differente, possibile che compaiono improvvisi in mezzo al distacco malato dalle cose, dagli altri. Il solito sentimento che chiude lo stomaco, che solo può far male, dentro la pancia.
Germogli di basilico che lasciano le dita piene d'estate, profumi vibranti che accendono ricordi, sensazioni senza spazio e luogo, ma vive.
Nella mia testa un susseguirsi di idiozie che sanno di vestiti stantii, troppo umidi, mai asciugati. Seguendo questa puzza si arriva lontano, segugio di una pista nera che conduce dritta ad un macigno, una montagna che vorrei vomitare. La Storia e le storie si annodano dando vista a personaggi crudeli, demoniaci, burattinai che muovono fili sporchi di troppe vite mal vissute, o stroncate con un colpo di forbice. Il pensiero, osceno, che la libertà sia quella di persone lontane che nemmeno conosco, che al mattino compongono il giornale del mondo, appiccicando lettere e volti con le pinze, serial killer con davanti una tazza fumante di ottimo caffè e medaglie al valore. Strategie di una tensione permanente, che s'intuisce, si respira, si proclama davanti ad una, due, tre, troppe birre, esta es la consigna.
La via di fuga diventa così sottile da non essere vista.
La sera srotola gli ultimi colori, le persone rallentano il passo, il fine settimana apre i battenti, davanti a cartelloni elettorali, Gheddafi in televisione, camice nere con le svastiche di marca.
Cercare uno spiraglio, gettare semi, cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio...

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