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La pazzia serpeggia come un'epidemia inarrestabile, una pandemia da film di fantascienza di serie B, mi chiedo dove l'abbiamo messo il cervello, a mollo nella grappa per offrirlo agli ospiti?
Sono al lavoro e un mio collega lascia sul bancone della reception una copia di "Metro", uno di quei giornali a distribuzione gratuita che lasciano molto a desiderare quanto a serietà dell'informazione. Eppure, a differenza de "La Repubblca", dice che ieri sono passati due articoli al Senato che danno pieni poteri al governo per scegliere i siti dove verranno costruite le centrali nucleari, protetti da segreto militare e senza dover prendere in considerazione il parere delle Regioni coinvolte.
In Agosto, appena tornato dal Brasile, ho visto un mio cugino che vive a Milano, che da anni si occupa di impianti elettrici. A lui e ad altri suoi colleghi sono stati commissionati dei lavori il cui fine non era chiaro, dopo alcuni mesi hanno saputo che sarebbero serviti per delle centrali nuclerai. Mio cugino sosteneva che in Lomabardia c'era già un cantiere dove ne stavano costruendo una. Mio cugino faceva spallucce, dicendo: "tanto decidono loro." Voi lascereste decidere a una banda di criminali, a cui non affiderei nemmeno la gestione dei turni delle pulizie di casa mia, col rischio di vedermele subappaltate a delle ditte in cui sicuramente ci sarebbero delle infiltrazioni camorristiche? Io impallidisco, nonostante il sole di questa primavera anomala mi stia già abbronzando.
"Nel loro insieme le quattrocentoquarantuno centrali nucleari in funzione nel mondo producono ogni anno quasi tredicimila tonnellate di rifiuti ad alta intensità...Nel frattempo il combustibile nucleare esaurito, in alcuni casi, vecchio di decenni, languisce in serbatoi di stoccaggio. E stranamente è fino a un milione di volte più radioattivo di quand'era nuovo...La Zona di Alienazione, una circonferenza del raggio di trecento chilometri intorno alla centrale, è diventata la più grande discarica nucleare del mondo...qualunque veicolo o macchinario che abbia partecipato ai lavori di rimozione delle macerie, ad esempio le gigantesche gru che torreggiano intorno al sarcofago, è troppo radiottivo per uscire di qui...Le piantagioni di tè in Turchia erano impestate in modo così uniforme che le bustine di tè turco venivano usate in Ucraina per calibrare i dosimetri..."
Chernobyl, 1986, non è così lontana e la sgangherata burocrazia sovietica non era poi peggio dell'abietta burocrazia italiana.
http://www.metronews.it/news-italia/centrali-nucleari-entro-6-mesi-i-siti.html?Itemid=30457%3Fexp%3D1
Weisman Alan, Il mondo senza di noi, Giulio Einaudi editore, Torino, 2008.
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