martedì 12 maggio 2009

Che succede agli italiani?!






...miscuglio diffuso di scetticismo, cinico realismo e perdita di valori di un'Italia che si sta trasformando in un anello debole dell'Unione europea.

Carlos Nadil, La Vanguardia, Spagna


Sono tornato da un giorno a casa dei miei a Pordenone e già mi viene voglia di ripartire. Non solo perché dopo anni che vivo da solo non è facile accettare che mentre faccio colazione mia madre mi chieda cosa voglio mangiare per cena, mentre con una faccia da pesce lesso schiacciato dalle ruote di un rimorchiatore cerco una tazza nell'armadio. Quello che in verità non sopporto più è una cosa che i miei genitori condividono con molte, troppe persone. La potrei chiamare ignoranza, ma non renderebbe bene il concetto, perché per chi non ha potuto cazzeggiare come me fino a tarda età, libero da grosse preoccupazioni materiali, studiare, informarsi, sapere non è stato facile.
I miei genitori sono nati a ridosso della fine della seconda guerra mondiale, quando erano piccoli bevevano l'acqua dei ruscelli dietro casa, mangiavano carne solo la domenica, sotto forma di un pezzettino di manzo o di maiale lessato per tutta la settimana per dare sapore alla minestra, lo zucchero era caro e te lo vendevano a peso, giocavano con spago e legno.
Sono la generazione che ora vota e che si fa votare. Sono la generazione che internet nemmeno lo riescono a pronunciare, che le informazioni le vedono solo in televisione o le sentono per telefono quando un amico chiama per dire che qualcuno si è ammalato (o è morto) di cancro. Chissà poi perchè tutti si ammalano di cancro? Forse perché l'acqua dei ruscelli non la può più bere nessun essere vivente, o perchè la carne viene da manzi che sembrano più dei carcerati in un lager riempiti di ormoni e la mangi anche a colazione tra un po'? Non ho risposte, solo qualche dubbio, forte.
Sono la generazione che non è dovuta emigrare e che il lavoro c'era in abbondanza, sono la generazione che con il diploma di scuola superiore eri già un leader, sono la generazione che non poteva viaggiare, perché si facevano il culo nelle fabbriche o perché gli aerei non costavano come un biglietto di treno.
Sono la generazione che ha vissuto per decenni un'Italia dove gli unici stranieri erano le guardie svizzere in Vaticano e i tedeschi al mare durante le vacanze di agosto.
E' sempre doveroso fornire un contesto prima di parlare di qualcuno. Io lo faccio, mio padre, e milioni come lui, no. Per questo può passare una buona ora in giardino parlando con mia zia di quanto sia stato bravo il nostro attuale governo (leggasi giunta golpista) ad avere cacciato in Libia l'ennesima barca di migranti. Attorno a casa dei miei vivono molti ghanesi, marocchini, packistani, che si fanno un culo cubico nelle fabbriche della zona e che quasi non li noteresti, se non fosse per qualche frase in arabo mentre cammini o per qualche vestito sgargiante la domenica quando c'è qualche celebrazione. Eppure questo non impedisce a mio padre e a mia zia di parlare male degli immigrati.
Mio nonno durante la seconda guerra mondiale era in Germania a lavorare nelle miniere di carbone, si è salvato per un soffio dai campi di concentramento, quando con una mossa che molti stranieri si ricordano, come simbolo della proverbiale inaffidabilità degli italiani, da fascisti si è diventati di colpo alleati di Statunitensi e Inglesi, l'8 settembre del 1943. Molti non ce l'hanno fatta a fuggire in tempo, molti altri hanno continuato anche dopo la guerra ad immigrare in paesi, come la Svizzera o gli Stati Uniti, dove erano considerati feccia. Siamo emigrati per decenni, perché eravamo poveri, perché le idee non si potevano esprimere con molto libertà, perché avevamo delle famiglie da mantenere.
Adesso che lo zucchero non costa nulla (l'obesità, le carie e altri disturbi ce lo stanno a ricordare), adesso che giochiamo con la nintendo wii, che prediamo l'aereo come fosse l'autobus (sbattendocene di quanto possa inquinare) possiamo finalmente dire di essere arrivati ad un alto grado di libertà: dal passato, dalla memoria, dalla logica.


http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/immigrati-7/onu-12mag/onu-12mag.html
http://viaggi.repubblica.it/rubrica/viaggidellamemoria/l-italia-fritta/217084

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