martedì 28 aprile 2009

La belle verte



Piove, il bar vicino a casa è stranamente vuoto, fuori sul balcone sento solo il rumore della pioggia, un dolce pricipitare che mi induce alla tranquillità. Mentre osservo le pozzanghere percosse delicatamente dalle gocce in questa Bologna silenziosa, mi viene in mente un film che ho visto qualche mese fa', non uno di quei filmoni con una fotografia stupenda o delle scene che ti rimangono nella memoria per alcuni anni, ma una pellicola ironicamente intelligente. "La belle verte", tradotto in italiano come "Il pianeta verde" è una commedia sulla nostra società, sulla follia che sempre più passa per normalità, perchè è appunto norma, consuetudine radicata nella nostra mente come un chiodo nel muro.
Quando ho iniziato a studiare antropologia culturale all'Università di Venezia per alcuni mesi osservavo tutto con un occhio diverso, come se quello che avevo sempre ritenuto normale, anche nei momenti di fastidio, di rabbia o di tristezza, di colpo fosse diventato altro da sé: la mia società non era più la Società, l'unica possibile forma di aggregazione degli esseri umani, ma solo una delle tante che si erano avvicendate nella storia, frutto di un processo continuo di mutazioni, in cui un abituidine di tutti i giorni poteva sparire nel tempo (cinquanta anni fa', ad esempio, le donne non mettevano i pantaloni, si poteva fumare negli ospedali o esistevano i comunisti). Fu un periodo difficile, come può essere difficile scoprire che tutto quello che avevo creduto normale, che pensavo fosse sempre stato così, in verità era solo un insieme di convenzioni che in altri posti magari non esistevano per niente (presso alcune popolazioni il lavoro salariato e la proprietà privata non erano presenti e quindi non c'era nemmeno la necessità di essere comunisti) o erano fortemente osteggiate (per i Greci ad esempio, ma anche per molte altre culture, se facevi troppe cazzate prima o poi gli dei te le facevano pagare). Questa digressione serve a descrivere il film di cui vi ho parlato qualche riga sopra, in cui il punto di vista sulla nostra pazza società è quello di alcuni simpatici alieni fricchettoni, del tutto simili a noi per fattezze, ma non per carattere. Certo alcune idee del film risulteranno eccessive - non ve le sto a raccontare perchè non sono un critico di film e perciò vi invito a vederlo (lo troverete in rete) - ma nel complesso è una visione che porta a riflettere e perchè no, a sognare un pianeta verde dove non esistono gerarchie, la natura non è un nemico, dove si può vivere ognuno secondo le proprie capacità e i propri bisogni. Una società comunista insomma.

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