
Ancora poco, spegnerò windows media player, troncherò di netto un pezzo mixato dei Thievery Corporation e me ne andrò a letto, perchè domani (a dire il vero già oggi) lavoro.
Cerco di non pensare alla gente che sciama per le vie del centro in cerca di musica ed ebbrezza, alle possibili feste, al casino. Domani lavoro, come oggi del resto. Il mio primo maggio è una camminata che taglia in diagonale piazza Maggiore, tra banchetti della CGIL, di Libera e chissà cos'altro, per andare a lavorare. Già il fastidio monta come un caffettiera chiusa male. Non tanto perchè devo lavorare proprio oggi - sono anni che per me le feste comandate sono giorni come altri -, quanto perchè non capisco cosa ci sia da festeggiare. Il lavoro? Dobbiamo festeggiare il tempo, troppo spesso sprecato in attività dannose per sé e per gli altri (pensate a chi lavora in una fabbrica di vernici, di diserbanti o ad un pubblicitario) per cifre simboliche che chiamiamo denaro? O festeggiamo i diritti conquistati in decenni di lotte cruente, fatte di repressioni infami, di atti di solidarietà difficilmente pensabili in quest'era di menefreghismo, di gioie e rivoluzioni, di dolori e fascismi? In questo caso, guardandomi attorno vedo solo le bandiere della CGIL (ah, Sergio Cofferati, ex leader di questo sindacato e ora sindaco di Bologna è stato multato per comportamento anti sindacale) e sento il vacuo vociferare dei paraculi che un lavoro ce l'hanno, con tredicesima, quattordicesima, quindicesima e tfr, che riempiono l'aria della parola "diritti". Io di diritto vedo solo il mio percorso che mi conduce al museo dove lavoro con un contratto a progetto: zero tredicesima, zero quattordicesima, zero tfr.
Tuttavia non è l'ora per farsi il sangue amaro. Lascio la rete e voi lettori con un'immagine di festa in un giardino di Bologna, la sera, tra gli alberi della primavera che si fa sentire, il cantante parla di scimmie metropolitane, io sorrido e ballo, anche se le gabbie comiciano a strigermi un po' troppo.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/28/cofferati-condannato-per-condotta-antisindacale-il-sindaco.html
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