Ogni cittadino aveva la sua dose di Xanadu. Nessuno sarebbe riuscito a vivere senza di esso. Dai tempi del Cambiamento le industrie farmaceutiche producevano unicamente Xanadu, era l'unica sostanza prodotta, il Medicinale. Ansiolitico, stabilizzante della pressione, coadiuvante della crescita, stimolante e molte altre cose ancora. Nessun essere umano sarebbe potuto vivere senza di esso. Il pianeta, o quello che ne era rimasto, non offriva più le condizioni per la vita, se non in forma sintetica.
Jonathan aderiva al Neobuddhismo, una versione di un'antica religione nata e sviluppatasi in una parte del mondo ormai quasi sommersa dalle acque. Spesso consultava un libro chiamato I-Ching, o libro dei mutamenti, una vecchia copia sopravvissuta chissà come. Ne traeva profezie o consigli che immancabilmente finiva per non seguire mai. L'atto in sé, l'aprire e sfogliare il libro, leggerne le oscure, affermazioni, lo faceva sentire bene. Lo confermava nella sua impressione che esistessero forze non visibili che condizionavano il corso degli eventi sia individuali che planetari.
Camminava senza meta, come molti, immerso in pensieri ovattati, resi stabili e non pericolosi dallo Xanadu, fissava gli edifici arrugginiti, le impalcature e ogni possibile dettaglio, ma era come se gli occhi fossero staccati dal corpo, la mente percorreva altre strade, altri momenti. La pioggia continua obbligava i passanti a coprirsi con pesanti mantelli che non facevano intravvedere il viso, molti comunque indossavano maschere, erano pochi, pochissimi a conservare la faccia originale, e certo non si poteva sapere se quella era la faccia naturale.
Un tratto, un secondo che sembrò dilatarsi fino a diventare infinito, Jonathan scrutò nella folla un viso bellissimo, talmente affascinante che non esistevano lettere o ricordi precedenti per definirlo. Gli occhi si incrociarono, un legame quasi magnetico si stabilì tra di loro. Poi la pioggia riprese e con essa il movimento insensato della folla.
Jonathan si sentiva scosso, da parecchi anni ormai non percepiva emozioni, se non in maniera attenuata. Non era consigliato. Il Neobuddhismo d'altra parte insegnava che le emozioni erano qualcosa che l'essere umano doveva scacciare, siano esse positive che negative. Jonathan si fermò, mentre la folla variopintamente uniforme lo sfiorava, come se non esistesse. O forse era lui ad esistere, per un attimo si era sentito diverso. Del colore era apparso nella sua vita, il cuore aveva iniziato a battere, le mani avevano smesso di tremare e gli occhi si erano fatti chiari, la debole luce che filtrava tra le nubi si era fatta come di fuoco. Jonathan intuì che non poteva andare avanti così, che quel volto, quella donna, erano un segno, doveva inseguirlo, carpirlo, afferrarlo per poter uscire da tutto questo. Si appoggiò ad un muro, mentre qualucuno con la maschera da drago lo superava, si mise la mano destra sul cuore, perché lo sentiva battere all'impazzata. L'altra mano s'infilò nella tasca in cerca di Xanadu, ma si bloccò, il cuore doveva fare il suo corso, anche fosse stato quello di esplodere.
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