Come polvere di stelle,
sottile impalpabile, parla in lingue straniere che però si comprendono tutte,
agli angoli di una strada vaneggia o forse solo afferma cose che non ho tempo di sentire,
devo correre,
prendere un treno,
dar da mangiare ai gatti che miagolano inferociti nella giungla dei pensieiri irti,
un muro in lontananza risuona, come una campana,
è alto, moderno, scintillante
quasi invisibile, solo sottilmente avvolto attorno ad ogni cosa,
un filtro del caffé adagiato su un secchiaio sporco,
il sole non arriva a scaldare,
la luna lo aspetta per abbracciarlo
per parlare, litigare e dargli uno schiaffo,
non faranno l'amore perché si è persa nel cielo, non sa più la sua identità.
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