Tutte le nostre paure che speravamo di debellare con qualche abbraccio, un bicchiere levato al cielo,
una sigaretta aspirata a mezzanotte, al bordo di un canale, una luna rossastra di tarda primavera, un'ora in più di sonno, con l'illusione di scacciare certi demoni
che silenziosi si nutrivano della nostra rabbia e alle nostre spalle, nel cono d'ombra della nostra anima, s'ingrossavano e moltipilcavano, come batteri, o virus simili a flagelli, tossine che si annidano nel cuore, che cacciavamo giù, per paura solo di sentirli, di vederli vicini.
Eppure non ci sono tappi, coperchi, sigilli, mari o oceani, i demoni arrivano, silenziosi, e con i loro artigli ti afferrano il cuore e cominciano a farlo sanguinare, fino a che inizia a battere al contrario, quasi cercasse di recuperare il tempo perduto.
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