mercoledì 22 settembre 2010

Anima, Terra e Società...Soul, Soil and Society!

Questa rubrica si chiama "piccoli passi avanti" e tra le molte di questo blog incasinato è forse l'unica che rispecchia la missione di questa accozzaglia di idee e immagini, se vogliamo usare un termine così solenne (missione intendo, non accozzaglia!).
Sono nato e cresciuto in un periodo storico che ha visto svanire ogni ideale rivoluzionario e progressivamente si è votato al consumismo come unica forma di soddisfazione: consumo di cibo, droghe, territori, idee, sesso, religioni, politica...tutto è un enorme buffet, ad entrata libera, purché si abbiano i soldi. E' un buffet triste, fatto di persone intimamente infelici, che credono che il massimo nella vita sia ingurgitare quanto più possibile. Non sono quel genere di persone che si chiedono perché bisogni lavorare 40 ore a settimana, o che si fanno una camminata la sera e si mettono a contemplare la luna piena (che a proposito è domani!). Ma non ho voglia di parlare di loro, ne ho viste e conosciute fin troppe. Ora ho voglia di parlare di quelle altre persone che credono che tutto non è perduto, che costruiscono alternative, che non "lottano contro qualcosa", ma creano. Piccoli passi avanti non sono le rivoluzioni come ce le immaginiamo: bandiere rosse (e nere se siete anarchici), canti pieni di gioia, nuovi cieli e nuove terre, ecc. Piccoli passi avanti sono quelli che facciamo ogni giorno, nel nostro piccolo, insieme a chi condivide il nostro amore per questo mondo. Magari sbagliandosi, magari fermandosi a riflettere, ma sempre pronti a ripartire.
Dopo questa lunga introduzione vi racconto un po' di un uomo nato in India o almeno di quello che ha detto un giorno, 3 anni fa', in un angolo di Australia.
Ieri stavo preparando il pavimento di una stanza da dipingere e mi sono imbattuto in un vecchio giornale. Ho salvato un articolo dalla vernice e mi sono riproposto di leggerlo il giorno dopo. Quello che vi ho letto non è nulla di nuovo. Credo che non abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo, ma solo di qualcosa di sensato, ovvio, che ci siamo dimenticati, troppo presi come eravamo a cantare inni ribelli o ad abbuffarci di merci. Satish Kumar parlava di questo il 10 maggio del 2007, a Bangalow, in Australia. Anima, terra e società, una specie di motto, è un richiamo alla dimensione spirituale che abbiamo negato a lungo, ma soprattutto è un richiamo alla terra, al suolo, alla natura, senza la quale, c'è poco da fare, non saremmo.
"La nostra vita dipende dalla terra. Gli esseri umani tendono a considerarsi superiori, pensano che tutto esiste in funzione dell'uomo. Dobbiamo considerare che anche noi siamo natura. ...senza la terra i nostri corpi non esisterebbero, è così semplice. Lunga vita ai vermi!"
Rimettere al centro dei discorso il suolo dove camminiamo, la terra che ci dà da mangiare, nulla di nuovo certo, ma fa piacere sentirlo, vedere che sempre più persone ne parlano, ne discutono e soprattutto agiscono. Piccoli passi avanti, via dall'era del pessimismo, dalle tristi chiacchiere da bar...si, questo blog è nato anche per non perdere tempo nel criticare lo stato di cose, ma per crearne di nuove!
Lunga vita ai vermi, all'ozio e alla luna piena!

http://www.echo.net.au/node/66282
http://en.wikipedia.org/wiki/Satish_Kumar
http://www.xtutto.com/astronomia/calendario-lunare.html
http://www.resurgence.org/magazine/article3174.html

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