domenica 16 maggio 2010

Rainbow Region: Byron Bay e dintorni

Magari qualcuno si starà chiedendo dove sarà finito il nostro eroe nella terra che sta giusto dall'altra parte rispetto a dove siete voi o più semplicemente non vi siete posti nessuna domanda e non sapete nemmeno che più di tre mesi fa' sono partito per l'Australia.
In marzo ero in una fattoria non troppo distante da Newcastle, sulla costa est per intenderci, a casa di un erborista piuttosto testardo, decisi così di cercare nuovi posti dove andare a svolgere le mie corvé. Il mio piano iniziale era di spostarmi di poche decine di chilometri alla volta, qualche centinaio magari, vista la grandezza del paese. Non ricevendo nessuna risposta nelle immediate vicinanze ho preso un bus e dopo 512 km, che qui sono come 50 da noi, sono finito in una delle aree più fricchettone d'Australia e penso del mondo intero, la regione di Byron Bay! Un'area di qualche centinaio di km quadrati dedita principalmente all'allevamento di mucche da latte. Durante gli anni '70 la produzione locale è stata colpita da una crisi in seguito alla quale i prezzi delle proprietà terriere hanno perso valore. Godendo di un clima sub-tropicale, dove cresce praticamente tutto, dal caffé al grano, dalle ananas alle olive, molti hippy si sono trasferiti qui in massa, facendo di questa zona un posto veramente speciale. Il municipio che ammnistra l'intera contea è governato dai Greens (i Verdi asutraliani), con un sindaco donna, i paesini che vi fanno parte, spesso due strade in croce, hanno almeno un negozio di prodotti biologici, mentre la zona rurale è un proliferare di comunità di ogni tipo, che cercano di applicare i principi della Permacultura, anche se alle volte in modo troppo rilassato. La popolazione cosmopolita - ho incontrato tedeschi, francesi, brasiliani, israeliani, coreani, giapponesi, ma finora nessun italiano, stranamente - è generalmente molto attenta alle tematiche ambientali: uso di fertilizzanti naturali (il mitico compost: che meraviglia vedere gli scarti organici della cucina diventare materiale prezioso per il proprio orto, se penso a tutta quella frutta, verdura, ecc. gettata nel cestino dell'indifferenziata a Bologna mi viene un colpo), risparmio delle risorse idriche (l'acqua in Australia è scarsa, alle volte può non piovere per mesi), acquisto di prodotti biologici e locali. A tal proposito segnalo i mercati di produttori locali (farmer market) che si tengono settimanalmente nei pricipali centri (Byron Bay e Mullumbimby specialmente), dove si trova ogni sorta di cibo, dall'ottimo caffé prodotto e torrefatto nella zona, ai ravioli di kamut, dalle banane al formaggio di capra (che ha dei prezzi improponibili, 40-50 euro al chilo, ma è quasi buono come quello francese, quasi...), passando per la bancherella del cibo raw, ovvero crudo, che impiega cioè solo frutta e verdura non cotta (qualcuno storcerà il naso di fronte a questa ennesima stranezza alimentare, ma vi posso assicurare che è molto buono!).
Certo, in mezzo a tutte queste meraviglie c'è una notevole dose di fricchettoni persi dietro mille fome di meditazione e yoga, che chiacchierano troppo e fanno poco, avvolti nei fumi della canapa rigorsamente prodotto in loco (e quindi a km 0), ma sinceramente preferisco queste persone ai leghisti del Nord Italia. Aggiungo poi le spiagge selvagge, le cascate di Minyon Falls, le colline ricoperte di eucalipti e palme, e le banane: qui è proprio difficile avere nostalgia di casa!

http://en.wikipedia.org/wiki/Australian_Greens#NSW
http://it.wikipedia.org/wiki/Permacultura
http://en.wikipedia.org/wiki/Raw_foodism
http://en.wikipedia.org/wiki/Nimbin,_New_South_Wales


Nessun commento:

Posta un commento