Nuvole grigie si muovono inquiete, vagano sulla vallata, scagliano pioggia poi lasciano spazio al sole, ma presto ritornano. Osservo il cielo tra le foglie di palma e di papaya, il vicino continua imperterrito a falciare l'erba con un aggeggio che copre anche i pensieri.Qui invece è autunno, così dicono. In effetti le giornate sono più corte e la sera fa fresco, ma di giorno il sole è capace di lasciarti a petto nudo e di portare a maturazione basilico, pomodori e banane. I limoni gialli sulla pianta che scorgo dal salotto o le altre piante che ho contribuito a salvare dall'incuria in cui era finito il giardino non sanno per nulla di novembre. Non c'è odore di caldarroste, né il velo di grigie nuvole che ammanta il cielo del Nord Italia, né il torpore o la malinconia che spingono a camminare veloci con la faccia rivolta al suolo, con i pensieri fitti, ingarbugliati, che avrebbero bisogno di prendere aria e sole.
E' un maggio che non sa di novembre ma nemmeno del maggio con cui sono cresciuto, è qualcosa di diverso, di nuovo che lascia ben sperare...
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