giovedì 1 aprile 2010

O Guru


Pioggia a rinfrescare l'aria che dovrebbe essere d'autunno, ma che a certe latitudini non è che una lunga estate; pioggia a rilassare le membra, a ordinare alla mente di starsene buona, di non scalciare e frignare come un bimbo, sempre in cerca di cibo o sigarette, di cose da fare, di nuovi e vecchi rancori. Osservare il verde che si fa scuro, ascoltare il rumore continuo delle gocce che rimbalzano su una palma o su delle piante dalle foglie viola.
Con la luna nuova ho cambiato di nuovo dimora, il mio vagabondaggio mi ha portato verso nord, quasi al confine con il Queensland, in un paesino meta di giovani turisti e centro attorno a cui ruotano le esistenze di molti alternativi australiani. Byron Bay è per ora una strada di sera con ventenni che sciamano in gruppi, vicino alla fermata del bus dove ho incontrato la mia nuova ospite, una signora tedesca sui 60 anni.
Nell'ultima luna – quasi un mese – ho tralasciato il blog, un po' per colpa della connessione lenta e limitata, un po' perchè stavo in mezzo alla campagna, lavorando duro al mattino e godendomi il pomeriggio, depurando il mio corpo, e per quanto possibile anche la testa. Ero ospite di una coppia bizzarra, un signore greco sui 65 e sua moglie, un'australiana sui 45, con una figlia di 14 e una più piccola di quasi 2 anni. All'inizio ero rimasto affascinato dal fatto che fossero due erboristi, che seguissero una dieta severa ma secondo me molto sana, basata essenzialmente su frutta e verdura cruda, eccetto per il fatto di saltare la colazione, perché secondo loro non abbiamo bisogno di cibo quando ci svegliamo e la digestione ci porta via preziosa energia. Poi però mi sono accorto che il signore greco pensava di saperla lunga su tutto: economia, storia, e of curse medicina. Si sentiva arrivato, non c'era più nulla che gli altri gli potessero insegnare. Il potere che gli viene dal poter curare le altre persone – e ammetto che la sua dieta, più certe piante macerate in alcol mi hanno risollevato lo stomaco sconquassato da due anni e più di vita sregolata – lo ha ha reso saccente, superbo.
Io sono disposto a credere in molte cose, dato che non ho alcuna simpatia per la medicina ufficiale e non per partito preso, ma per tutto quello che ho visto negli ultimi dieci anni in me e negli altri – su cui varrebbe la pena scrivere non un post, ma un libro! Una cosa in cui sbaglia quella che chiamiamo scienza è il tradimento di uno dei suoi postulati: la libertà di pensiero e ricerca, che per ignoranza, pigrizia e spesso interesse si fanno dottrina, a volte religione, contro cui nessuno può permettersi di dire nulla di diverso, altrimenti si viene tacciati di “superstizione”. Un po' come nelle religioni monoteiste, dove gli Altri sono pagani o idolatri.
Per bisogno, per sfida, per curiosità o per amore, molti di noi hanno capito che le pastiglie colorate sono buone (?) per le feste, ma non per curarsi. Così, mentre la scienza progredisce mangiando tonnellate di petrolio per fabbricare farmaci d'indubbia efficacia, avvelenando più gente di quanta ne curi, illudendoci che tutto risieda nella chimica e nulla nel nostro cuore, troppo spesso malato di noia, rabbia e invidia, vie per una cura di se stessi più armonica e rispettosa sono emerse, come fiumi nascosti. Naturopatia, omeopatia, erboristeria, shatsu, yoga, medicina cinese, indiana e altre meraviglie non sono più parole nella bocca di giovani dai capelli lunghi che ondeggiano la testa rapiti dall'armonia del sitar in una canzone di un gruppo pop inglese degli anni '60.
Talvolta però non siamo solo in cerca di una cura per un particolare disturbo, quello che vogliamo è una persona a cui affidarci, magari a cui obbedire ciecamente. Qui scatta la trappola del guaritore, che per quanto saggio, ha bisogno di adepti da controllare, un pubblico al quale pontificare le sue indiscutibili leggi della Natura. Quello di cui abbiamo bisogno oltre che di pulire il nostro intestino intasato di scorie dovute ad un'alimentazione contraria ad ogni principio naturale è la forza per essere liberi, dalle nostre paure, dal giudizio degli altri, dai condizionamenti di ogni tipo, che siano Scienza, Governo, Chiesa, Mamma e Papà, Amici o Santoni.
Tutto questo per dire che sì sono disposto a credere a molte cose meravigliose, ma voglio che chi ne parla lo faccia con la consapevolezza che non esiste una via uguale per tutti, che non solo siamo individui, ma anche culture con secoli di diete, divinità e pensieri diversi, che la superbia e l'estremismo sono essi stessi delle malattie che intaccano profondamente il cuore anche se lo proteggiamo ogni giorno con la giusta pianta selvatica e la respirazione pranayama

http://it.wikipedia.org/wiki/Pranayama.

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