domenica 21 marzo 2010

Pomeriggio estivo

Il ventilatore muove la pigra aria pomeridiana, una canzone di qualche anno fa', il sole a picco che fa risplendere ogni cosa. Nella strana casa dove sto ormai da quasi tre settimane, una specie di container lungo una ventina di metri e largo 5, con le pareti di lamiera, la bimba di 20 mesi emette inintelligibili suoni mentre esplora e inventa qualche giocattolo o qualsiasi cosa trovi per terra, qualcuno studia un corso dell'università di erboristeria, io sono seduto su un un puff tigrato godendomi il fresco ed uno spicchio di cielo azzurro dalla finestra del soppalco dove dormo. Mentre passeggio nel bosco o sto seduto a leggere qualche libro in inglese mi dico che magari dovrei spostarmi verso qualche altra fattoria, vedere e scoprire altri angoli di questo meraviglioso paese, poi mi dico che qui sto bene, dopo anni finalmente conduco una vita sana, all'aria aperta, mangiando un sacco di frutta e verdura, seguendo il ritmo del sole – anche se ogni tanto vorrei dormire fino alle 8 o le 9 come facevo in Italia! Non mi sento un turista, non ho quella smania di vedere e fare che mi spinge a percorrere centinaia di km in un giorno per vedere un luogo sovrappopolato di individui e macchine fotografiche pronte a registrare paesaggi da infiocchettare su facebook, ma un viandante, un viaggiatore di altri tempi, dove sto bene mi fermo, attento a scoprire più il Luca sepolto sotto strati di “immondizia” che a immagazzinare luoghi indiscutibilmente affascinanti ma assorbiti come in un buffet, dove avendo pagato bisogna mangiare fino a scoppiare. Ho voglia di scoprirmi, grazie alla lussureggiante natura australiana, all'inglese, al lavoro all'aria aperta, al confronto con gente più o meno bizzarra o grazie ad una tazza di infuso di radice di liquirizia, foglie di lampone selvatico e un cucchiaio di miele d'eucalipto, così le spiagge e i boschi che incontrerò più a nord non saranno sfuocati dai soliti logoranti pensieri.

Nessun commento:

Posta un commento