lunedì 15 febbraio 2010

Pumpkin risotto


Si prevede la partenza, lasciare quest'angolo di Australia non sarà facile, difficile persino trovare dei "nonostante" a cui attaccarsi, delle scuse o delle insoddisfazioni. Provo a pescare delle parole, ma le lettere fanno affatica a rimanere assieme per formare delle descrizioni. In certi momenti mi accorgo di come bisognerebbe abbandonare i pensieri e tutto ciò a cui questi si possano attaccare, e semplicemente vivere, senza cercare di definire quello che si prova. E' una negazione di quello che sto facendo, di quello che dovrei fare magari più coscientemente, scrivere per parlare a qualcuno, per portare all'attenzione di quante più persone possibili la bellezza del mondo. Forse dovrei buttare le cose così come vengono, in un flusso che non nasce tanto dalla coscienza, quanto dal cuore. Il contrario di una ricetta culinaria, di un risotto alla zucca ad esempio. I miei ospiti adorano il risotto che cucino, a tal punto che si sono prodigati a comprarmi delle confezioni di costosissimo riso carnaroli, importato dall'Italia e non contenti, anche due etti di prezioso pecorino sardo (il prezzo al chilo si aggira intorno ai 30 euro!). Mi hanno anche chiesto di scrivere la ricetta in un quaderno dove tengono tutte quelle dei passati Wwoofer. Forse, quelle poche righe in un inglese approssimativo saranno l'unica traccia della mia presenza qui.
Per me invece non basterebbero mille parole: descrizioni di paesaggi capaci di suscitare una quieta meraviglia dietro ogni sguardo; ritratti di persone affabili, curiose e gentili; tentativi di trasformare in prosa le sensazioni che ho provato camminando per alcuni sentieri, tra alberi altissimi e richiami di uccelli variopinti. Per ora lascio che il vento fresco della sera si muova per la casa, accompagnato dal canto dei grilli, senza pensare a quello che lascio o a quello che troverò domani. So che è inutile il pensiero quando si è sulla strada, in balia della sorte...



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