mercoledì 24 febbraio 2010

Perfect light

Il sole filtrato dalle foglie, sopra di me il mondo s'illumina di verde, attorno le macchie scure degli alberi, chiazze di luce nel sentiero, tra le ombre del bosco, qua e là s'intravvedono pareti di pietre rosse. Ricordi d'estate, anche se l'aria che respiro è così differente, nuova, tale da stordire. Forse quello che provo, la luce che bevo avido, le ombre luminose che mi spalancano il cuore sono un archetipo, un'immagine registrata da qualche parte dentro il mio corpo, o ancora più a fondo. Non so e non voglio sapere. Cammino con passo lento, fermandomi a toccare la corteccia di qualche albero imponente, essere vivente lento e vigoroso, o mi lascio andare, immobile in mezzo al sentiero, a bagnarmi del sole quasi allo zenit. Non ho bisogno di null'altro, e anche il desiderio di saziarmi di qualcosa che sarà difficile rivedere è solo una vaga impressione che non scalfisce il mio essere quieto, in pace con me stesso. Cerco dentro di me, ma non trovo nulla di simile, nemmeno nell'ebbrezza.

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