sabato 30 maggio 2009

Tetti, suoni che rimbalzano tra le tegole e quel cielo che sta diventando azzurro. Uccelli che cantano, primavere estati, sopra tetti che il vento di ieri trasforma in un jazz d'occasione. Ponti, calli e poi un treno o forse una barca, il Canalazzo che è solo una serie di fermate piene di faccendieri, donne delle pulizie, poliziotti, banchieri, ed io. Il vaporetto attracca come una balena nervosa, uomini con tesserini invitano a salire. Scorre il mondo, di Venezia. Arrivo alla stazione G. Fini, carrellieri, turisti newyorchesi, laviapiatti cingalesi. "ogni cosa è destinata a finire...troppe birre amico, è ora di riposare".

6:23.

Il suono inizia e si diffonde. Le ore si accorciano a tal punto da divenire chiacchiere. Forse delle luci chiamano il giorno. Stanchezza, è il momento buono. Domani inizierà un mattino.

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