mercoledì 31 dicembre 2008

"Le scimmie sono i pensieri della notte, poco prima che essa lasci posto al giorno, sono demoni che non danno riposo e che sinuosi abbracciano la volontà ancora dormiente in un abbraccio di risentimento."

Questa potrebbe essere una definizione di scimmia, chiaramente non intesa come animale a cui siamo legati da parentela genetica ed evolutiva. Eppure qui non si fa menzione ai significati più noti nel gergo giovanile, ossia quelli legati alla dipendenza da droga o al desiderio di essa che comunque esiste anche nelle persone meno dipendenti. Con il tempo la parola, come molte metafore, si è trasformata notevolmente, arrivando ad essere una sorta di jolly del disagio, della festa, del delirio. Una parola dionisiaca di questi tempi guasti.
La scimmia rappresenta il lato oscuro del proprio sé, le ansie, le angosce, gli incubi, ma anche la parte più bizzarra, la follia che s'impadronisce di noi quando abbandoniamo le convenzioni e ci diamo alla festa vera, quella in cui si balla fino a star male, da cui si torna a casa ben oltre l'alba sporchi di terra, vino, schiamazzi ronzanti nelle orecchie e sensazioni troppo forti per essere descritte. L'animale che è in noi riemerge e di notte scappa dalle gabbie del giorno.
Eppure non si deve confondere la scimmia unicamente con una generica voglia di festa, con lo stordimento sciocco, da cui ci sveglia con la testa impastata e i pensieri obliqui. Moltre altre cose stanno dietro e davanti a lei, definizioni sfuggenti, pensieri balordi e amene oscenità. Questo blog ha lo scopo, modesto, di contribuire a tutto ciò e anche di più, liberando energie addormentate, diffondendo notizie su cose dimenticate o troppo spesso ignorate, raccontando storie reali o spesso immaginate. Una, due...molte scimmie...sciami di scimmie!

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