"L'essere umano è egoista. E' questo il problema. E' un animale che una storia sbagliata ha allevato nella falsa idea che tutto debba ruotare attorno a quel nucleo fasullo che chiamiamo sé. Ma io parlo Jonathan e sono il più egoista di tutti, me ne rendo conto certo e così soffro, inutilmente, forse."
Jonathan, come al solito se ne stava dietro di lui, distratto dai suoi pensieri o da banali oggetti. Più che la parole sembrava seguire le emozioni che la voce suggeriva, emozioni stanche, dolorose, ma di un dolore pieno, ricco.
Jonathan stava sempre in silenzio, incapace di discutere, assorbiva ogni cosa o forse la lasciava scorrere, attento a non cascare dentro la gabbia di emozioni in cui credeva di cadere ad ogni passo. Il suo cuore impassibile aveva però una serpe che in spirali di rabbia stringeva e stritolava.
Un vecchio ambulante con il suo carrello strillava, in quatl, tentava di vendere vecchi pezzi di vecchie cose il cui nome giungeva attutito.
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