
Quando comprate una ricarica del telefono oltre a chiedervi se questo acquisto vi permetterà la sera di comprarvi una birra al bar (con lo stipendio che ho e i prezzi che ci sono non è una domanda oziosa, fidatevi!), pensate anche a dove andrà a finire quel pezzettino di plastica con il codice a barre, e quanto tempo ci metterà a sparire. Come migliaia di altri gesti semplici e quasi quotidiani, anche quello dell'acquisto di una ricarica telefonica ha un costo che sta al di là del denaro sborsato. La nostra idiota folle vorticante società in cui i conti da bottegaio hanno sostituito le ideologie ci fa dimenticare che ad ogni azione segue una reazione, ci assolve da tutti peccati e le responsabilità dietro il pagamento di qualsiasi cifra. Ma per quanto ce lo raccontano, per quanto si affannano a stendere un velo, pietoso, su tutto, un pezzo di plastica rimarrà tale e non tenderà a biodegradarsi in meno tempo. Per cui, rivolegetevi ai tabacchini che hannno la macchina per l'accreditamento elettronico dell'importo che volete ricaricare, o andate sul sito della vostra banca o del vostro gestore. Certo, sarebbe meglio il sabotaggio o uno sciopero generale di qualche mese (o qualche anno) ma dati i tempi di vuoto neuronale, accontentiamoci di azioni piccole ma concrete. Arrivederci e buona serata di agosto.
La quantità di tempo di smaltimento della ricarica l'ho presa da questo sito, è del Ministero italiano dell'Ambiente (ecologia e politica italiana?! Che mondo buffo!!), ma l'avranno calcolato delle persone che studiano e ricercano, non certo i nostri squallidi amministratori, che si e no sanno come smaltire una pepata di cozze.
http://spiaggialibera.net
Nessun commento:
Posta un commento